Alla scoperta della val Trebbia

Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo

Hernest Hemingway

E’ la valle più importante dal punto di vista geografico e storico, posta a collegamento tra la Liguria e la Pianura Padana.
Il fiume Trebbia nasce in Liguria dal Monte Lavagnola (1.118 mt.), ad una trentina di km. da Genova.
Lungo i suoi 110 km. si estende una delle più belle vallate appenniniche.
Per la purezza delle sue acque il Trebbia forma dei lidi affollati di bagnanti e richiama canoisti da tutta Europa.
Diverse furono le lotte durante i secoli per aprirsi varchi nel Mar Ligure, fino a quando il vescovo-conte riconobbe la giurisdizione temporale a Piacenza.

Dalle sorgenti alla foce il Trebbia riceve numerosi affluenti, il più importante è sicuramente l’Aveto; altri sono il Boreca, il Brugneto, il Cassingheno, il Bobbio, il Dorba e il Perino.
Il fiume si può risalire da Piacenza con la strada statale 45, oppure con la provinciale Piacenza – Gossolengo – Tuna – Rivalta – Statto, ed anche con la Calendasco – S. Nicolò – Gragnano – Rivalta lungo la sponda sinistra.

Tra i vari resti dei bellissimi castelli, ben conservati, il più noto della vallata è il castello di Rivalta, costruito sulle rive del fiume Trebbia.
Meritano visita anche il castello di Statto, di fronte alla frequentata località di Rivergaro, la Rocca di Montechiaro e il castello di Ancarano.
In direzione di Travo e Bobbio, interessanti la Torre d’Anguissola e la Roccia Perduca dalla quale, scalandola, si ammira anche la Pietra Parcellara.
Bobbio, antichissimo borgo artistico e monumentale, spiccano il Monastero di San Colombano, il famoso Ponte Gobbo e la Chiesa di San Pietro.
I feudi imperiali, i castelli dell’Alta Val Trebbia appartennero ai Malaspina, ai Fieschi e, dopo il ‘500, ai Doria.
Origine malaspiniana ebbe pure il castello di Bobbio che dal ‘400 fu uno dei centri di potere dei lombardi Dal Verme.

Rivalta, la signoria dei Landi risale al medioevo, mentre Montechiaro, viene ricordato come nido d’aquila degli Anguissola e per la targa dell’ospitalità conservata ora nel Museo di Piacenza.
Lungo la strada cosidetta Bagnolo, che collega la Val Trebbia all’altezza di Rivergaro con la Val Nure in corrispondenza di Pontedell’Olio, si possono ammirare splendidi scorsi di dolci colline che scavallano e che scendono fino alla città di Piacenza che si stende sullo sfondo.

I fortilizi in Val Trebbia furono un’ottantina; di molti rimangono solo rovine, altri sono stati trasformati in residenze signorili.
Alcuni infine sono stati trasformati in aziende agricole, una realtà, quella della produzione dell’agroalimentare nel piacentino, in costante crescita e che rappresenta ormai, per varietà e qualità dei suoi prodotti, un fiore all’occhiello dell’economia del territorio.
La Val Trebbia è un susseguirsi di scorci paesaggistici di grande suggestione, per questo è tappa di migliaia di visitatori e viaggiatori che qui trovano un ambiente ideale dove ritrovare serenità e pace altrove perdute.

 

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